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San Vito Sullo Ionio

 

San Vito Ionio sorge nella valle Aurunci, ai piedi di una ridente collina, coltivata a vigneti ed uliveti a 400 metri sul livello del mare. Riallaccia le sue prime memorie al Conte Ruggero il Normanno che, nella vallata ai piedi dell’attuale comune di Cenadi, fece costruire un lago artificiale mediante la creazione di un grosso muro che fungeva da diga, di cui ancora oggi esistono le tracce (Murorotto). Intorno al 700, le acque dei fiumi, ingrossatesi per le piogge torrenziali, hanno rotto l’argine e la diga ha ceduto. Secondo la leggenda, invece, è stato il santo San Vito, ora protettore del paese, a rompere con la spada il “muro”, quando le acque minacciavano le poche case che sorgevano intorno al lago. I primi documenti disponibili sul Comune di San Vito, risalgono alla presenza dei Normanni. Nel XII secolo il Conte Ruggero I, si insediò con i suoi cavalieri in epoca poco posteriore alla fondazione del vicino Comune di Cenadi. Il toponimo riflette il nome del Santo Patrono. Già San Vito, assunse la denominazione San Vito sullo Ionio con un regio decreto del 1863. Baronia dei Gironda, sul finire del XV secolo, fu aggregata al principato di Squillace, passando, nella prima metà del Seicento, alla nobile casata dei Fosselli. Assegnata successivamente ai Ravaschieri, fu da questi venduta ai Caracciolo di Girifalco, i quali, dopo un periodo di reggenza da parte di un’altra linea della famiglia, nel XVIII secolo ne recuperarono il possesso, conservandolo fino al crollo del sistema feudale, sancito dalle leggi napoleoniche. Distrutta in gran parte dal terremoto che sconvolse la Calabria nella seconda metà del Settecento, col nuovo ordinamento amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima nel cosiddetto governo di Gasperina e poi tra i Comuni del circondario di Chiaravalle Centrale. San Vito era noto un tempo soprattutto per le fiorenti attività agricole e artigianali e la sua economia ruotava attorno ai mulini ad acqua, alla coltivazione del gelso, alla lavorazione della seta, al commercio delle particolarissime pipe in radica.

NUMERI UTILI

COMUNE 0967/96087
CARABINIERI 0967/969805
POSTA 0967/96676
FARMACIA CIMINO 0967/812638
GUARDIA MEDICA 0967/96194